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Un taglio trasgressivo, che negli anni ’80 si identificava in chiome maschili sgraziate e ribelli, oggi è un cult della moda: il Mullet ha conquistato attrici e cantanti (basti pensare a Miley Cyrus, Zendaya e Rihanna), che lo hanno riportato ad un fascino del tutto nuovo.

Come è fatto

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Il mullet, si costruisce sagittalmente, mantenendo i capelli più lunghi centralmente e attribuendo ai lati una scalatura, più o meno marcata, che può essere sostituita anche da una rasatura.

Varianti

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Il mullet ha numerose varianti: oltre alla opzionale rasatura laterale, è possibile mantenere una certa lunghezza, anteriormente alle orecchie, come a formare una sorta di basette, che hanno la capacità di sfinare le forme del volto.

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Inoltre, molti mullet presentano una frangia, sfilata e poco ordinata, che rispetta le caratteristiche dinamiche e aggressive del taglio.

A chi sta bene

Questa tipologia di taglio tende ad allungare il volto, per questo è sconsigliata a chi ha una struttura ovale o rettangolare, mentre si rapporta bene con visi dalle forme piccole e dai lineamenti spigolosi, come quelli a cuore o quadrati.

Capelli

Normalmente il mullet è un taglio medio, che si arresta all’altezza delle spalle, ma è possibile trasformarlo in un taglio corto, simile ad un pixie, oppure renderlo ancora più démodé, mantenendo invariate le dimensioni di una chioma lunga.

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Di Nene